44° Pellegrinaggio Macerata-Loreto

A Dio tutto è possibile

Domandare l'impossibile la vera conversione

In questi oltre quaranta anni la parola impossibile è diventata sempre più familiare al popolo del pellegrinaggio.
Abbiamo visto trecento persone diventare negli anni decine di migliaia, provenienti da tutt’Italia e dall’estero, radunarsi a Macerata per compiere un cammino notturno di trenta chilometri e arrivare al mattino presto a Loreto, alla casa di Maria, sperimentando una gioia incompatibile con la fatica del cammino percorso. 
Noi ne siamo stati stupefatti testimoni. Giovani e anziani, uomini delle istituzioni e semplici pellegrini. Con i volti ed i nomi di tante storie personali, il bisogno che grida nel cuore degli uomini ha trovato un posto in cui essere ospitato e riconosciuto, un luogo in cui diventare protagonista in un clima nel quale “tutto cospira a tacere di noi” (Rilke). E l’arrivo del mattino ha confermato che a Loreto c’è un Tu che ci aspetta e che di quella impossibile letizia suggeriva la ragionevole ‘caparra’. 
“Il secondo livello del miracolo è un avvenimento che accade nella mia vita e mi costringe a pensare a Dio, a pensare a Gesù, mi costringe a pensare al Signore; perché quello che è accaduto è proprio una grazia” (Don Giussani).
Così, le parole che l’angelo rivolge a Maria nell’annunciazione: “…nulla è impossibile a Dio” hanno per noi il sapore del vero, descrivono qualcosa che abbiamo visto accadere. Anche la pandemia che rendeva impossibile fare il pellegrinaggio è diventata occasione per fare una strada nuova, per vivere un diverso pellegrinaggio che i questi due ultimi anni, attraverso la televisione, ha raggiunto quasi un milione di persone.
“Le cose che non si pensano mai tendono a coincidere con l'impossibile: "È impossibile!". Guarire un cieco in un istante: "È impossibile!". E invece è possibile a Dio; non è possibile all'uomo, ma è possibile a Dio” (Don Giussani)
Il titolo scelto per questo anno è quello che meglio descrive l’esperienza vissuta e la tensione che viviamo verso ciò che ci attende. Il pellegrinaggio si svolgerà in una edizione limitata. È un dato che vogliamo innanzitutto ospitare, desiderosi di scoprire cosa il Mistero ci farà sperimentare. Non si tratta di un pellegrinaggio “ridotto”, ma di un passo nuovo nel Mistero, che vogliamo condividere con tutti coloro che desiderano guardare insieme questa circostanza liberi dall’immagine della propria aspettativa.
Qual è allora il nostro compito oggi? Se a Dio nulla è impossibile il nostro compito è domandare l’impossibile come Camus ci aveva già suggerito nel tema scelto per il 42 pellegrinaggio.
“Domandare l'impossibile: questa è la vera conversione, dove tutta la ragione dell'atto è la presenza di un Altro. È solo la presenza di un Altro che mi rende capace di domandare con passione, con sicurezza e, quindi, con amore, con affezione che avvenga l’impossibile” (Don Giussani).
 

Il manifesto (128.95 KB)
Tags